Totalizzazione e Pensioni in regime di cumulo

  

 

Totalizzazione
(D.Lgs. 2 febbraio 2006 n. 42)

 

Che cos’è

La totalizzazione consiste nella possibilità di sommare gratuitamente i periodi contributivi non coincidenti versati in diverse gestioni per il conseguimento del diritto alla pensione, nei casi in cui i lavoratori non maturino un diritto autonomo in nessuno degli Enti previdenziali nei quali vantano una posizione contributiva.  E’  altresì ammessa anche se si raggiunge il diritto ad una pensione autonoma in una delle gestioni coinvolte a condizione che gli interessati non siano già titolari di pensione.


Con la totalizzazione tutti i lavoratori, dipendenti, co.co.co o libero professionisti, che nel corso della propria vita lavorativa hanno svolto attività diverse, con conseguente iscrizione a più enti pensionistici, possono  ottenere un’unica pensione.


In passato il lavoratore che si trovava nella situazione suindicata, per ottenere un trattamento pensionistico, doveva necessariamente ricorrere onerosamente alla ricongiunzione.

Condizioni

  • i richiedenti non devono essere già titolari di un trattamento pensionistico;
  • il requisito contributivo è raggiunto cumulando tutti i periodi assicurativi presenti in gestioni diverse purché non coincidenti;
  • a far data dal 1° gennaio 2012 si possono totalizzare tutti i contributi versati nelle varie gestioni senza alcun limite temporale contributivo;
  • può essere chiesta la totalizzazione anche nelle ipotesi in cui si raggiungano i requisiti minimi per il diritto a pensione in una gestione o fondo;
  • non è possibile effettuare una totalizzazione parziale, sia per quanto riguarda le gestioni, sia per quanto riguarda i periodi contributivi della singola gestione.


 

Prestazioni previste
 


PENSIONE DI VECCHIAIA

Esistono due tipologie di pensione di vecchiaia, a seconda dei soggetti che possono richiederla:


A) pensione di vecchiaia prevista dall’art. 1 del D.Lgs. 42/2006

 
Soggetti interessati
Possono chiedere questa tipologia di pensione di vecchiaia tutti i lavoratori iscritti all’ A.G.O. (Inps), alle forme sostitutive (Inpgi, Enpals, Inpdai) esclusive (Inpdap) ed esonerative della medesima (alcuni Istituti bancari), agli Enti di cui ai D.Lgs. 509/94 (Enti privatizzati tra i quali rientra l’Inpgi) e D.Lgs. 103/96 (tra i quali rientra la Gestione Separata Inpgi dei lavoratori autonomi).

 
Requisiti
Spetta a coloro che possono vantare i seguenti requisiti:
 

Anno di maturazione
Età
Anzianità contributiva
Finestra di accesso
2015
65 anni e 3 mesi
20 anni
18 mesi
dal 1° gennaio 2016
al 31 dicembre 2018
65 anni e 7 mesi
20 anni
18 mesi
dal 1° gennaio 2019
al 31 dicembre 2020
66 anni
20 anni
18 mesi

 

PENSIONE DI ANZIANITA'


Soggetti interessati 

Possono chiedere la pensione di anzianità tutti i lavoratori iscritti all’ A.G.O. (Inps), alle forme sostitutive (Inpgi, Enpals, Inpdai) esclusive (Inpdap) ed esonerative della medesima (alcuni Istituti bancari), agli Enti di cui ai D.Lgs. 509/94 (Enti privatizzati tra i quali rientra l’Inpgi) e D.Lgs. 103/96 (tra i quali rientra la Gestione Separata Inpgi dei lavoratori autonomi).

Requisiti 

Spetta a coloro che hanno maturato un’anzianità contributiva secondo quanto indicato nella seguente tabella:

 

Anno di maturazione
Anzianità contributiva
Finestra di accesso
2015
40 anni e 3 mesi
21 mesi
dal 1° gennaio 2016
al 31 dicembre 2018
40 anni e 7 mesi
21 mesi
dal 1° gennaio 2019
al 31 dicembre 2020
41 anni
21mesi

 

PENSIONE DI INABILITA' E SUPERSTITI


La facoltà di totalizzare  può essere esercitata anche per la liquidazione dei trattamenti pensionistici di inabilità assoluta e permanente e ai superstiti. 

 

Soggetti interessati

Tutti i lavoratori, nonché i superstiti di lavoratori iscritti all’ A.G.O. (Inps), alle forme sostitutive (Inpgi, Enpals, Inpdai) esclusive (Inpdap) ed esonerative della medesima (alcuni Istituti bancari), agli Enti di cui ai D.Lgs. 509/94 (Enti privatizzati tra i quali rientra l’Inpgi) e D.Lgs. 103/96 (tra i quali rientra la Gestione Separata Inpgi dei lavoratori autonomi), possono richiedere la pensione di inablità ovvero la pensione ai superstiti.

 

Requisiti

Il diritto alla pensione di inabilità è conseguito in base ai requisiti di assicurazione e contribuzione richiesti dall’Ente nel quale il lavoratore è iscritto al momento dell’evento invalidante. Il diritto alla pensione per i superstiti è conseguito in base ai requisiti richiesti nella forma pensionistica nella quale il lavoratore era iscritto al momento del decesso.
 

Pagamento della pensione in totalizzazione 

L’onere è a carico delle singole gestioni pro–quota, ma il pagamento dell’unica pensione spetta all’Inps che gestisce il trattamento e invia le relative certificazioni annuali della pensione in totalizzazione (CUD).

 

Finestre di accesso alla pensione in totalizzazione

Il D.Lgs. n. 42 del 2 febbraio 2006 sulla totalizzazione non prevedeva finestre di accesso e, pertanto, la pensione in totalizzazione fino al 31/12/2010  decorreva dal mese successivo alla relativa domanda.

Il D.L. n. 78/2010, convertito dalla Legge 122/2010,  ha introdotto per la prima volta la “finestra unica” anche per tale tipologia di pensione, corrispondente a quella applicata per i lavoratori autonomi iscritti all’AGO:

  • 18 mesi dalla data di maturazione dei requisiti per la pensione di vecchiaia liquidata in base all’art. 1 del D.Lgs. 42/2006;
  • 18 mesi dalla data di maturazione dei requisiti per la pensione di anzianità fino al 31/12/2011. Dal 1° gennaio 2012 il comma 22-ter dell’art. 18 del D.L. 98/2011, convertito con modifiche dalla Legge 111/2012, ha aumentato di un mese la finestra nel 2012, di due mesi nel 2013 e di 3 mesi dal 2014.

 

Adeguamento alla speranza di vita

Dal 1° gennaio 2013 ai requisiti di età per la pensione di vecchiaia e ai 40 anni per la pensione di anzianità si applicano gli incrementi relativi alla speranza di vita previsti dall’art. 12 del D.L. 78/2010 convertito con modificazioni dalla L. 122/2010 e successive modificazioni ed integrazioni.

Dal 1° gennaio 2013 al 31 dicembre 2015 il suddetto incremento è pari a 3 mesi. Dal 1° gennaio 2016, per i 3 anni successivi, dal 1° gennaio 2019, a cadenza biennale, il Ministro dell’Economia, di concerto con il Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, emanerà un decreto direttoriale contenente i parametri per l’adeguamento della speranza di vita.

Decorrenza
La pensione di vecchiaia decorre dal mese successivo al raggiungimento di tutti i requisiti richiesti (età, contributi e finestra).

La pensione di anzianità decorre dal mese successivo alla presentazione della domanda avendo maturato tutti i requisiti richiesti (età, contributi e finestra).

La pensione ai superstiti decorre dal primo giorno del mese successivo a quello del decesso del de cuius, quella d’invalidità, avendone i requisiti, dal primo giorno del mese successivo alla domanda.

Cosa fare per ottenere la totalizzazione

I lavoratori dovranno fare domanda all’Istituto di previdenza al quale da ultimo sono stati iscritti.

I superstiti dovranno presentare domanda all’ultimo Istituto presso il quale il de cuius è stato iscritto.

Calcolo della pensione
Per le pensioni di vecchiaia liquidate in base all’art. 1 del D.Lgs. 42/2006, per le pensioni di anzianità, per le pensioni di inabilità e ai superstiti, il trattamento è determinato dalle gestioni  interessate, ciascuna per la parte di propria competenza, in relazione alla contribuzione in esse versata. Il calcolo della pensione avviene con il sistema contributivo. Per la salvaguardia dei diritti acquisiti, ai lavoratori che hanno raggiunto il requisito contributivo minimo per la pensione di vecchiaia in una delle gestioni,  si applica il sistema di calcolo previsto  nella stessa.

Per le pensioni di vecchiaia liquidate in base ai commi 239 e seguenti dell’art. 1 della L. 228/2012 il trattamento è determinato secondo le regole di calcolo previste da ciascun ordinamento sulla base delle retribuzioni accreditate nei periodi di riferimento; in ogni caso dal 1° gennaio 2012 dovrà essere applicato il sistema di calcolo contributivo.

 

Trattamento minimo
Sulle pensioni in totalizzazione non è riconosciuto l’istituto dell’integrazione  al trattamento  minimo e le stesse sono integralmente cumulabili con i redditi da lavoro.

 

LEGGE DI STABILITA' 2013: Pensione di vecchiaia prevista dall’art. 1, commi 239 e seguenti della L. 228/2012 (legge di stabilità 2013)

 
Soggetti interessati
Possono chiedere questa tipologia di pensione di vecchiaia tutti i lavoratori iscritti all’ A.G.O. (Inps), alle forme sostitutive (Inpgi, Enpals, Inpdai) esclusive (Inpdap) ed esonerative della medesima (alcuni Istituti bancari), e gli iscritti alla Gestione Separata Inps. Sono di fatto escluse le Casse libero professionali e la Gestione Separata dell’Inpgi.

 

Requisiti
Si applicano i requisiti per la pensione  di vecchiaia stabiliti dall’art. 24,  commi 6  e 7, D.L. 201/2011, convertito con modifiche dalla Legge 214/2011 (riforma Fornero). Non sono previste in questo caso le finestre di accesso e i requisiti anagrafici e contributivi sono i più elevati fra quelli previsti dagli ordinamenti delle gestioni interessate.
 

 

LEGGE DI STABILITA' 2017:
cumulo gratutito anche per la pensione anticipata e con le casse dei libero professionisti.

 

IL CUMULO GRATUITO DELLA CONTRIBUZIONE

(art. 1, comma 239 e seguenti della legge n. 228/2012 e Legge Stabilità 2017)


“La legge di stabilità per il 2017 ha introdotto – afferma la Presidente Marina Macelloni - tra le misure previdenziali, il cosiddetto cumulo gratuito della contribuzione. Si tratta di una misura che l’Inpgi chiedeva fin dal 2008 per poter tutelare tutti i colleghi con contribuzioni maturate presso l’Enpals, l’Inpdap o l’Inpgi 2 che finora non erano compresi nella legge Vigorelli che assicura il cumulo gratuito solo per le contribuzioni Inpgi e Inps. Il provvedimento non comporta oneri aggiuntivi per l’Inpgi né delibere di attuazione da parte del Consiglio di amministrazione. A chiarimento delle numerose interpretazioni della norma circolate in questi giorni l’Istituto ha predisposto una nota tecnica corredata da qualche esempio. Gli Uffici come sempre sono a disposizione di tutti i colleghi per ulteriori spiegazioni”.


NOTA  ILLUSTRATIVA


La legge di stabilità per l’anno 2017, approvata definitivamente dal Senato nei giorni scorsi, tra le varie misure in campo previdenziale, prevede l’estensione alle pensioni di anzianità dell’istituto del “CUMULO GRATUITO”, già introdotto nel 2013 per le pensioni di vecchiaia (legge 228/2012, art.1, commi 238 e seguenti).

La norma del 2013 consentiva ai lavoratori dipendenti iscritti all’INPS (tutte le gestioni, comprese quelle ex Enpals ed Ex INPDAP) ed all’INPGI-1   di totalizzare, ai fini del diritto alla pensione di vecchiaia,  le proprie posizioni assicurative, mantenendo il sistema di calcolo vigente in ogni gestione interessata, senza obbligo di applicazione del meno favorevole calcolo contributivo.

Con il disegno di legge di Stabilità per l’anno 2017, il Governo ha inizialmente proposto soltanto l’estensione del predetto cumulo gratuito alle pensioni di vecchiaia anticipata (pensioni di anzianità), ma un emendamento approvato in sede di iter parlamentare ha ampliato il campo di applicazione anche ai regimi previdenziali per i liberi professionisti. Sono ora ricomprese, quindi, anche la Gestione separata INPGI e tutte le altre Casse dei liberi professionisti. Anche in questo caso, come già previsto per le pensioni di vecchiaia, gli interessati dovranno essere in possesso dei requisiti previsti dalla “riforma Fornero”, per le pensioni di anzianità attualmente sono richiesti 42 anni e 10 mesi di contribuzione per gli uomini,  un anno in meno per le donne (art. 24 comma 10 D.L.  201/2011).

Pertanto, a decorrere dal 2017, si potrà richiedere la pensione di anzianità, senza dover effettuare necessariamente la ricongiunzione onerosa, nei casi in cui dalla somma dei diversi periodi contributivi versati in enti diversi risulti perfezionato il requisito contributivo di circa 43 anni di contributi.

Ad esempio: un lavoratore che abbia 10 anni di contributi INPS, 15 nell’ex INPDAP e altri 13 anni all’INPGI-1 ed altri 5 anni all’INPGI-2 (o in altra Cassa), totalizzando complessivamente 43 anni di contribuzione,  potrà richiedere all’ente dove risulta da ultimo iscritto la liquidazione di una pensione mediante cumulo gratuito. Una volta effettuata l’istruttoria, mediante scambio di dati tra i vari enti interessati, ogni gestione calcolerà ed assegnerà la quota di pensione di propria competenza.

Il pagamento delle singole quote di pensione – come già avviene per la procedura di totalizzazione - sarà effettuato unicamente dall’INPS, come fosse un’unica pensione. Gli enti interessati rimborsano poi all’INPS le quote di pensione pagate per loro conto.

La nuova normativa sul “cumulo gratuito” prevede che – entro il 2017 - i lavoratori che abbiano in corso una pratica di ricongiunzione onerosa ai sensi della legge n. 29/1979, sempreché per la stessa non sia intervenuto  l’integrale pagamento dell’onere,  possano rinunciarvi, con restituzione di quanto già versato.  Sarebbe bene, in ogni caso, che gli interessati valutino bene gli effetti (costo/beneficio) di tale rinuncia. Infatti, sebbene con il cumulo gratuito si potrà ottenere ugualmente il trattamento pensionistico, ai fini del calcolo – ancorché retributivo – ogni gestione considera separatamente solo le proprie contribuzioni. Pertanto, le contribuzioni riferite ad inizi di carriera, con retribuzioni non particolarmente interessanti, potrebbero portare anche all’attribuzione di quote di pensione molto  esigue, cosa che non avverrebbe invece in caso di ricongiunzione.

Nel caso di ricongiunzione onerosa la contribuzione viene accentrata in un unico ente, ottenendo così il massimo profitto dai primi anni di assicurazione. Infatti, tali annualità sono computate nella pensione in base alle retribuzioni riferite agli ultimi anni di carriera, in genere più elevate.

Tale accentramento in un unico ente consente, peraltro, di utilizzare i requisiti di accesso alla pensione vigenti in quel regime previdenziale,  eventualmente più favorevoli rispetto al sistema generale.  Questo è il caso dei giornalisti iscritti all’INPGI che - in base ai requisiti fissati dalla riforma recentemente varata dal Consiglio di Amministrazione, attualmente al vaglio dei ministeri vigilanti – possono accedere al trattamento pensionistico con un requisito pari ad almeno 57 anni di età e 35 anni di contribuzione collocati entro il 31/12/2016, oppure a 62 anni di età con 38 anni di contributi nel 2017,  39 anni nel 2018 e, a regime,  40 anni  dal 2019.