CONTRIBUTI DA RISCATTO

  Cosa sono i contributi da riscatto
Ricongiunzione
Riscatto
Riscatto degli studi universitari
C'è una terza possibilità
Ufficio competente
Modulistica

COSA SONO I CONTRIBUTI DA RISCATTO

I contributi da riscatto consentono al lavoratore (con onere finanziario a suo carico) di regolarizzare sia il periodo di iscrizione all'Università durante il quale non è stata svolta attività lavorativa, sia eventuali periodi di lavoro svolto precedentemente all'iscrizione all'INPGI, con contribuzione versata ad altri Enti di Previdenza.
I contributi da riscatto sono equiparati, a tutti gli effetti, ai contributi obbligatori sia ai fini del diritto sia della misura della pensione.

Periodi riscattabili

1. periodi di studio universitario, corrispondenti alla durata dei corsi legali, al termine dei quali siano stati conseguiti i seguenti titoli:
- diploma universitario;
- diploma di laurea;
- diploma di specializzazione;
- dottorato di ricerca.


E' necessario presentare all'INPGI una domanda, specificando presso quale università è stato conseguito il titolo di studio e in che anno, nonchè gli anni di frequenza e l'anno di conseguimento del titolo.

1. periodi di lavoro svolto, precedentemente all'iscrizione all'INPGI, con contribuzione versata ad altri Enti di previdenza.
In quest'ultimo caso, a seconda delle situazioni concrete, le alternative sono due: RICONGIUNZIONE o RISCATTO.
ATTENZIONE
I costi sostenuti per la ricongiunzione e per il riscatto sono interamente deducibili dal reddito dichiarato ai fini IRPEF.


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RICONGIUNZIONE (Legge n. 29/79)

La ricongiunzione deve avere ad oggetto TUTTE le posizioni contributive che l'assicurato ha maturato in suo favore presso altri Enti (INPS, ENPALS, ecc.), prima dell'iscrizione all' INPGI .
L'operazione di ricongiunzione è possibile indipendentemente dalla natura dell'attività svolta, quindi anche relativamente a periodi lavorativi "non giornalistici".
Per chiedere la ricongiunzione non è necessario che il giornalista sia in possesso presso l' INPGI di una determinata anzianità contributiva: è sufficiente che sia semplicemente iscritto all'Istituto al momento della presentazione della domanda; basta quindi anche un solo contributo mensile. La domanda di ricongiunzione è ammessa anche per il giornalista che alla data di presentazione della domanda risulti iscritto ad altro regime previdenziale, purché lo stesso possa far valere all'INPGI almeno 8 anni di contribuzioni.

I costi della ricongiunzione
L'operazione di ricongiunzione comporta un onere che, per quanto ridotto in misura percentuale, è a carico del giornalista.
L'ammontare dell'onere, che non è minimamente influenzato dal tipo di attività svolta durante il periodo che si intende ricongiungere, non è preventivamente determinabile ma può essere esattamente calcolato soltanto nel momento in cui la relativa pratica avrà esaurito tutto il suo iter burocratico.
In particolare, l'onere non è preventivamente determinabile perché il relativo calcolo è basato su alcuni elementi (retribuzione, età, anzianità contributiva) che vengono presi in considerazione e "cristallizzati" al momento della domanda. Di conseguenza, il costo della operazione di ricongiunzione per il giornalista, è determinato alla data di presentazione della domanda.

Quando è consigliabile presentare la domanda
Poiché per la presentazione della domanda di ricongiunzione non è necessaria alcuna specifica anzianità contributiva (è sufficiente la sola iscrizione all' INPGI con l'accredito anche di un solo contributo mensile), è conveniente inoltrare la domanda nei primi mesi successivi all'iscrizione all'Istituto.
Ciò consente un risparmio legato al fatto che, gli elementi sui quali si basa il calcolo dell'onere (età, retribuzione e anzianità contributiva ) tendono ad aumentare in rapporto all'età dell'interessato.
Si ricorda che la domanda di ricongiunzione può essere presentata in qualsiasi momento prima del pensionamento.
In conclusione, rimane sempre valido il suggerimento di presentare comunque la domanda; il farlo non ha nessun costo. A pratica definita si può sempre rinunciare, qualora l'operazione risulti eccessivamente onerosa.

N.B.
Anche i praticanti e i pubblicisti possono avvalersi della facoltà di ricongiunzione.

Iter burocratico

  1. L'iter della pratica di ricongiunzione inizia con la presentazione da parte dell'interessato della domanda, nella quale deve essere chiaramente indicato l'Ente (o gli Enti) - e la rispettiva sede - presso il quale esiste la posizione assicurativa da ricongiungere.
  2. Per i periodi contributivi versati presso il Ministero del Tesoro (dipendenti comparto Stato), insufficienti ad ottenere la liquidazione di una pensione da parte dello Stato è necessario chiedere la ricostituzione della po sizione assicurativa presso l'INPS in forza delle Leggi n. 322/58 e 153/69. Tale ri costituzione è GRATUITA e la documentazione relativa alla richiesta va allegata alla domanda. Tale pratica non è necessaria nei casi in cui la posizione contributiva sia stata già costituita presso l'INPDAP.
  3. Pervenuta la domanda, l'INPGI interessa l'ente o gli altri enti previdenziali per avere le notizie e gli elementi (numero dei contributi da ricongiungere, importo degli stessi, ammontare degli interessi maturati, eccetera) che sono indispensabili per poter definire l'onere esatto che il giornalista dovrà sostenere per la ricongiunzione.
  4. L'Ente interessato comunica all' INPGI e per conoscenza al giornalista le notizie e i dati richiesti. Solo a partire da questo momento l'Istituto è in grado di effettuare i conteggi per stabilire l'esatto ammontare dell'onere a carico del giornalista. E' quindi inutile chiedere notizie all' INPGI sullo stato della pratica, se prima non si è ricevuta la comunicazione dell'Ente interessato. Semmai, è opportuno sollecitare quest'ultimo.
  5. Effettuati dunque i conteggi, l 'INPGI ne da comunicazione all'interessato, indicando l'ammontare dell'onere globale, nonché il numero e l'importo delle rate in cui l'onere stesso può essere versato. L'interessato ha tempo 60 giorni per decidere se effettuare l'operazione o meno, trascorsi i quali senza che sia stata pagata la prima rata o l'intero essere, la pratica viene definitivamente archiviata.

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RISCATTO


Il riscatto di posizioni contributive coperte presso altri Enti, può essere totale o parziale.
Bisogna distinguere, ai fini dell'onere di riscatto, i periodi di attività giornalistica (compreso il periodo di praticantato) dagli altri periodi, perché nella prima ipotesi la riduzione è del 50%, mentre nella seconda è del 20%.

La facoltà di riscatto è concessa a quei giornalisti che abbiano maturato 10 anni di contributi all' INPGI , commisurati a retribuzioni non inferiori al minimo di redattore ordinario.

La relativa domanda deve essere presentata però entro e non oltre CINQUE ANNI dalla data del compimento del requisito contributivo di cui sopra.

Nel seguire la via del riscatto il giornalista, a differenza di quanto previsto nella ricongiunzione ex legge n. 29/79, non è obbligato a riscattare tutta la sua posizione assicurativa esistente presso gli Enti diversi dall' INPGI , ma può limitare il riscatto al periodo in cui ha svolto esclusiva attività giornalistica o anche a una sola parte di tale periodo.

La domanda di riscatto può avere ad oggetto:

  1. periodi contributivi riferiti ad attività non giornalistica. In questo caso l'onere è ridotto del 20%.
  2. periodi contributivi riferiti a comprovata attività giornalistica svolta a carattere subordinato e a tempo pieno.In questo caso però lo svolgimento di attività giornalistica deve essere accertato dal Consiglio di Amministrazione dell' INPGI in base a documenti di data certa risalenti all'epoca da cui possa desumersi l'esistenza, la durata e la natura effettiva dell'attività lavorativa svolta. La riduzione dell'onere in questo caso è pari al 50%; la stessa riduzione si applica anche per i periodi coincidenti con l'iscrizione nel Registro dei praticanti tenuto dall'Ordine dei giornalisti.

Decadenza dall'esercizio della facoltà di riscatto.

Quando la pratica è completata (di regola possono trascorrere anche alcuni anni, perchè gli Enti spesso forniscono in ritardo i dati necessari per effettuare i conteggi) l'Inpgi invia all' iscritto una lettera nella quale sono indicati il costo dell'operazione di riscatto, il numero delle rate mensili attraverso le quali dovrà avvenire il versamento ed il numero delle stesse.
Dal momento del ricevimento della lettera il giornalista ha un anno di tempo per procedere al versamento della prima rata. Trascorso tale termine inutilmente il giornalista decade dall'esercizio della facoltà di riscatto e se, dopo qualche tempo, decide di ripresentare domanda ovviamente i costi dovranno essere ricalcolati alla data di presentazione della nuova domanda, sempreché rientri nei termini per l'esercizio della facoltà di riscatto .

Nel caso in cui tale versamento avvenga dopo il 60° giorno dal ricevimento della comunicazione, saranno però tenuti al pagamento di un tasso di interesse pari al 12% dell'importo del riscatto, calcolato su base annua.

NOTA

Per il riscatto di periodi contributivi per i quali sia provato lo svolgimento di attività giornalistica a tempo pieno, se la domanda è stata presentata entro il 24/4/2007, l'onere è ridotto al 20% della riserva matematica, come previsto dalla previgente normativa.

 

 

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RISCATTO DEI CORSI DI STUDIO UNIVERSITARI

Il riscatto del periodo del corso legale di studi universitari può essere richiesto solo da coloro che hanno conseguito i relativi titoli in favore dei quali risulti versato, all'atto della presentazione della relativa domanda, almeno un contributo.

Possono essere riscattati soltanto gli anni accademici in cui si è effettivamente svolto il corso legale di studi universitari .

Il riscatto non può essere concesso per i periodi del corso legale di studio già coperti da effettiva contribuzione versata o accreditata, in qualsiasi regime previdenziale obbligatorio.

A richiesta dell'interessato il riscatto può essere limitato anche soltanto ad una parte del corso legale di studi universitari.

 

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C'E' UNA TERZA POSSIBILITA'

I giornalisti che non intendano avvalersi né della ricongiunzione né del riscatto dei periodi di contribuzione esistenti presso altri Enti, possono utilizzare gratuitamente tali contributi ai soli fini del raggiungimento del DIRITTO alla pensione di vecchiaia, e non quindi ai fini della MISURA.

Per tali periodi potranno essere liquidate dai vari enti interessati, al compimento dell'età utile, indipendentemente dal numero di contributi versati, pensioni di vecchiaia pro-quota la cui misura sarà rapportata ai contributi accreditati a ciascun ente.

ESEMPIO
Per poter ottenere la pensione di vecchiaia occorre avere:
a) 65 anni;
b) 20 anni di contributi.

Un giornalista ha 12 anni di contributi accreditati all' INPGI e 8 anni di contributi accreditati presso un altro Ente, naturalmente non sovrapposti.
Lo stesso giornalista non intende avvalersi né della facoltà di ricongiunzione né di quella di riscatto.

Se l'interessato raggiunge il 65° anno può chiedere all' INPGI e, contestualmente, all'altro Ente la pensione di vecchiaia.

In questo caso il giornalista, pur non possedendo il requisito contributivo minimo (20 anni) presso l'INPGI, matura ugualmente il diritto a pensione di vecchiaia attraverso la somma dei due periodi di contribuzione.

Si ricorda che le domande di pensione dovranno essere presentate contestualmente ad entrambi gli Enti che liquideranno ciascuno la "quota" di propria competenza.

L' INPGI erogherà una pensione la cui MISURA sarà rapportata ai 12 anni di contribuzione esistenti presso l'Istituto e l'altro Ente contestualmente erogherà una pensione la cui MISURA sarà rapportata agli otto anni di contribuzione esistenti presso l'Ente stesso.

Effetti del riscatto al momento del pensionamento
(ai sensi dell'art. 21 del Regolamento - D.M. 27.6.78)

Quando un giornalista riscatta all' INPGI periodi di contribuzione versati ad altri Enti previdenziali (ad esempio l'Inps) i contributi, contrariamente a quanto avviene nel caso della "ricongiunzione" non vengono trasferiti materialmente, ma rimangono (come prescritto dall'art. 21 del regolamento e dal Decreto ministeriale 27.6.78) nelle casse dell'Ente previdenziale di origine.

L' INPGI , tuttavia, accredita quei periodi a tutti gli effetti, dopo aver ricevuto dall'iscritto il corrispettivo della riserva matematica, calcolato in base a precisi parametri di legge. I periodi riscattati, dunque, serviranno a calcolare la pensione INPGI del giornalista, applicando coefficienti di rendimento che sono notevolmente migliori di quelli dell'Inps.

Gli anni di contribuzione rimasti all'Inps non vanno però perduti, e fanno maturare una quota di pensione che il giornalista ha diritto di percepire dall'Inps stesso, su domanda , al momento del raggiungimento dell'età pensionabile presso l'assicurazione generale obbligatoria.

Tuttavia, poichè in materia previdenziale esiste il principio per cui per uno stesso periodo contributivo non possono essere pagate due pensioni, allorchè il giornalista matura il diritto alla quota di trattamento Inps, il nostro Istituto è obbligato a trattenere dalla pensione INPGI la quota di pensione che il giornalista ha maturato presso l'Inps, relativa la periodo riscattato.

FACCIAMO UN ESEMPIO
Un giornalista ha riscattato 1 anno di contributi Inps all' INPGI . Se tra il 1/1/2000 e il 30/6/2001 deciderà di collocarsi in pensione anticipata (requisiti: 60 anni di età ed almeno 30 anni di contributi INPGI ) l'Istituto, nel calcolare l'importo da erogare, considererà quell'anno, a tutti gli effetti, come se fosse stato effettivamente a suo tempo versato all' INPGI , determinando così una quota maggiore di pensione pari a circa 1.550 euro annui ( circa 3 milioni di vecchie lire) .

Poichè però in realtà quei contributi rimangono materialmente nelle casse dell'Inps, anche lì daranno luogo al diritto a percepire una pensione "supplementare" mediamente pari, in base ai rendimenti Inps, a circa 155 euro annui (circa 300.000 lire) . Nel momento in cui quel giornalista maturerà il diritto alla pensione Inps (raggiungendo il 65° anno di età) l'Inpgi tratterrà le 300 mila lire che dovranno essere liquidate, su domanda , dall'Inps, lasciando inalterato per il pensionato l'ammontare totale della sua pensione.



Quando i requisiti di età richiesti per il pensionamento sono uguali per i due Enti il giornalista, nel momento in cui presenta domanda di pensione all' INPGI , deve contestualmente presentarla anche all'Inps.

Nel caso invece, in cui all'Inps sia prevista un'età pensionabile maggiore di quella dell' INPGI, il giornalista dal momento del pensionamento Inpgi riceverà l'intero importo. Quando però avrà acquisito il diritto per ottenere la pensione dall'Inps, dovrà tempestivamente presentare la domanda di pensione supplementare perchè da quel momento l' INPGI comincerà a decurtare la pensione della quota maturata all'Inps.

La tempestività della domanda di pensione supplementare è importantissima. Infatti mentre l' INPGI è obbligato per legge a trattenere in modo automatico quanto dovuto dall'Inps al momento di maturazione del diritto, l'Inps comincerà a liquidare la propria pensione soltanto a decorrere dal mese successivo a quello di presentazione della domanda.

 

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UFFICIO COMPETENTE
Servizio Contributi e Vigilanza
Ufficio riscatti e ricongiunzioni
Roma 00198 - Via Nizza, 35

 

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MODULISTICA
Ricongiunzioni contributi - art. 2 Legge 29/79
Riscatto contributi
Riscatto laurea

 

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