CAMPORESE, PRESIDENTE INPGI ED ADEPP:“LE DICHIARAZIONI E L’ATTEGGIAMENTO DEL MINISTRO FORNERO SONO INACCETTABILI”

Roma, 20 dicembre 2011

CAMPORESE, PRESIDENTE INPGI ED ADEPP:
“LE DICHIARAZIONI E L’ATTEGGIAMENTO DEL MINISTRO FORNERO SONO INACCETTABILI”

Le dichiarazioni del Ministro Fornero sono demagogiche, infondate e provocatorie.

E’ gravissimo affermare pubblicamente, come ha fatto oggi il Ministro, che le Casse di previdenza private, prendendo ad esempio l’Inpgi, non sono in grado di garantire quella solvibilità a lungo termine necessaria per pagare le future pensioni, sostenendo che i patrimoni andranno a scemare. Affermazioni che denotano non solo la totale mancanza di conoscenza del settore ma probabilmente logiche che non corrispondono alla verità ma ad un progetto ben preciso che, per correttezza e coerenza, il Ministro dovrebbe rendere pubblico evitando di gettare fango e panico infondato  su 2 milioni di professionisti e lavoratori.

E’ inaccettabile che il Ministro dichiari che non le sia  stato possibile accedere ai dati sui bilanci. Evidentemente la professoressa Fornero non sa che i bilanci dell’Istituto di previdenza dei giornalisti, da lei accusato, sono pubblicati sul sito dell’Inpgi, dopo essere autorizzati ed approvati da ben 8 organismi di controllo e dallo stesso Ministero del Lavoro.

Il Ministro forse non è a conoscenza del fatto che l’Inpgi ha recentemente varato una riforma che aumenta i contributi e l’età pensionabile delle donne, garantendo sostenibilità a 50 anni, con un patrimonio sempre crescente a partire dai 2,5 miliardi di euro accantonati.

Il Ministro Fornero dimentica che le è stato inoltrato, più di un mese fa ed in anteprima, il primo rapporto sulla previdenza privata redatto ed elaborato dal centro studi dell’Adepp: 300 pagine che contengono tutti i dati che le sarebbero stati utili e le avrebbero così evitato di affermare pubblicamente cose false e sulle quali risponderà in tutte le sedi preposte.

Sottolineiamo infine il metodo irrispettoso usato dal Ministro Fornero, il quale durante le celebrazione del centenario del primo contratto della Federazione Nazionale della stampa ha rivolto accuse pesantissime e prive di fondamento alle Casse di previdenza, puntando il dito contro la gestione dell’Istituto di previdenza dei giornalisti, avvisando i colleghi di tenersi pronti perché la mannaia sui privilegi “ottenuti anche grazie alla benevolenza ed appoggio politico” sarebbe ricaduta anche su loro, non lasciando alcun diritto di replica e disertando la conferenza stampa annunciata.

Il Ministro ancora una volta non accetta alcun tavolo di confronto, anche se più volte richiesto, rifiuta qualsiasi scambio nel segno del rispetto delle reciproche professionalità, assumendo atteggiamenti che non possono trovare spazio in un Paese fondato sulla democrazia.