La Mostra “A Schiena Dritta”

La Mostra “A Schiena Dritta”

Nell’ambito delle celebrazioni per i cento anni di attività, l’Istituto Nazionale di Previdenza dei Giornalisti Italiani “Giovanni Amendola” ha allestito presso la Fondazione sul giornalismo italiano “Paolo Murialdi” (via Nizza 35, Roma) la mostra “A schiena dritta. Tutelare il mestiere della libertà”.

La mostra, patrocinata dal Ministero della Cultura, è stata inaugurata il 24 marzo 2026 dal Sottosegretario Lucia Borgonzoni e ha proposto un percorso espositivo che ha raccolto oltre 60 pezzi tra fotografie, cimeli e documenti storici che raccontano il giornalismo italiano dagli anni Sessanta al Duemila. Tra questi, scatti del fotogiornalista Franco Lannino, una vecchia macchina telefoto e la telecamera di Miran Hrovatin ucciso con Ilaria Alpi a Mogadiscio il 20 marzo 1994, 4 macchine per scrivere appartenute a fiduciari INPGI, tra cui una di Giancarlo Siani, un video storico sull’Inpgi, 3 pannelli documentativi in bianco e nero su forex, una teca contenente oggetti, documenti e verbali dell’Istituto oltre a pagine di giornale d’epoca.

L’esposizione, programmata dal 25 marzo al 2 giugno 2026, ha offerto una riflessione sulla storia e sul presente della professione giornalistica, mettendo in primo piano i cronisti stessi e le sfide affrontate da chi racconta i fatti con rigore e coraggio, intende anche ricordare tutti i giornalisti caduti nell’esercizio del loro mestiere e rende omaggio ai protagonisti del giornalismo d’inchiesta come Cosimo Cristina, il primo cronista ucciso dalla mafia nel 1960, Mauro De Mauro, Giovanni Spampinato, Peppino Impastato, Mario Francese, Giuseppe Fava, Mauro Rostagno e Beppe Alfano, ma ricordiamo il sacrificio di Walter Tobagi, Giancarlo Siani, Ilaria Alpi e Maria Grazia Cutuli, assassinata in Afghanistan nel 2001, oltre a figure-simbolo come Giuseppe Quatriglio, giornalista e scrittore, che nel 1968 raccontò il terremoto del Belìce.