La nostra storia

Istituito in Ente Morale con il decreto regio n. 838 del 25 marzo 1926, l’Inpgi affonda le radici in una visione pionieristica della solidarietà di categoria, unificando l’eredità delle antiche Casse Pie ottocentesche in una moderna e organica istituzione di garanzia.
Nel secondo Dopoguerra, la scelta della sua intitolazione a Giovanni Amendola – giornalista, accademico e politico, morto a causa di una vile aggressione squadrista – conferisce all’Istituto un imprinting inequivocabile. L’Inpgi nasce e si consolida come presidio democratico: un avamposto a protezione dei giornalisti affinché possano misurarsi con i fatti e con il potere senza soggezioni. Come testimonia il peculiare percorso giuridico, suggellato nel 1951 dalla “legge Rubinacci”, che ne sancisce la natura di unicum nel panorama previdenziale e istituzionale italiano, la tutela previdenziale del giornalista va di pari passo con la tutela del diritto all’informazione dell’intera collettività.
Dal 1° gennaio 1995 l’INPGI è stato trasformato da ente pubblico in fondazione, avente natura giuridica privata, permanendo lo svolgimento da parte dello stesso delle pubbliche funzioni con autonomia gestionale, organizzativa e contabile, evitando in questo modo l’assoggettamento alle riforme del sistema pensionistico degli anni 90.
Nel 1996 nasce la Gestione previdenziale destinata ai giornalisti che svolgono attività autonoma, attività che l’INPGI continua a svolgere tuttora, mentre la gestione previdenziale dei giornalisti dipendenti, dal 1° luglio 2022, è transitata in capo all’INPS.
